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Incredibile !NDIA

INCREDIBILE !NDIA

Non si può concludere il “nostro viaggio” senza aver visitato l’incredibile !NDIA.

Siamo giunti il 28 dicembre, a New Delhi dopo sei ore e mezza di ritardo per nebbia!L’escursione per la  città spostata nel pomeriggio per visitare New Delhi ed anche la Old Delhi! Il contrasto è inimmaginabile.

In New Delhi , l’India che corre alla velocità della luce, biglietto da visita di Mombay, Bolliwood,
Bangalore ed Hyderabad (la città ipertecnologica realizzata con l’aiuto di Bill Gates).
In Old Delhi la miseria più misera che un europeo non può realizzare se non attraverso quelle strade
.


Uomini, donne e bambini che vivono peggio di bestie in punizione, abbandonati a se stessi tra immondizia, sterco di mucche sacre e tanta fame!
l’India è un pugno allo stomaco molle e dilatato dell’Occidente
La guida Alì, con un ottimo italiano, ci ha spiegato i diversi policromatismi del suo immenso paese.
Ho anche partecipato ad una funzione religiosa Sikh.

Momento molto intenso è stato quello della visita alla tomba del grande Mahatma Gandhi.

La spiritualità avvolge la vita di ogni indiano, dalla nascita alla morte tramite cremazione, possibilmente nella terra di Shiva a Varanasi, sulle  rive del sacro Gange per porre fine e liberarsi
dal ciclo delle rinascite, reincarnazioni, e l’immediato accesso al paradiso hindu.
La sera abbiamo lasciato Alì, un fratello in India!
Che bella persona.
Il 29 partenza con autista e guida solo per noi, tre persone, per un tour di 5 giorni indimenticabili per visitare il triangolo d’oro.
Dopo 5 ore siamo a Mandawa , nota per i suoi Haveli, case di ricchi commercianti di qualche secolo fa.

Pernottamento  castello di Mandawa del XVII secolo.

Mandawa era un caravan-serraglio.
30 dicembre partenza per Jaipur, la città rosa “capitale del Rajasthan”, abitata da appena tre milioni e mezzo di persone, più elefanti, dromedari e mucche sacre..

Viene chiamata “città rosa” per l’utilizzo dell’arenaria.
Attraversiamo villaggi in cui c’è di tutto: commercio, caos, tanto caos e tanta immondizia.
Giunti a Jaipur, ci accoglie il traffico che nessun europeo può immaginare: tutti corrono come pazzi con tuc-tuc (veicoli Piaggio con tre ruote, adattati a taxi),

risciò,

biciclette,auto, camion e trasportatori con elefanti e dromedari che non devono assolutamente far del male alle mucche sacre che attraversano la strada!
Il motto indiano?
Good brake, good horn, good luck!” (Buon freno, buon clacson, buona fortuna!)
Visita alla residenza del Maharaja

e al bellissimo Palazzo dei venti,

dove le 100 (!) concubine (nota di zio Mike”beati loro”) potevano vedere attraverso le grate  la vita sociale e le processioni.

Arriva una telefonata al cellulare con prefisso dell’India (!), è Alì, la guida di Delhi, che tramite suo fratello vuole consegnare un dono a nostra figlia Marina.
Un gesto nato da quelle tre ore bellissime passate insieme a Delhi e per ricambiare un piccolo pensiero che avevo fatto per sua moglie.
Infatti, nell’ultimo capitolo, “trucioli di verità”, de “Il successo ti sta cercando … non ti nascondere!”, spiego come è importante avere sempre dei piccoli doni con sé.

Il 31 oltre alle tante visite c’è il cenone di Capodanno a Jaypur con musiche tipicamente indiane,
ma molto conosciute da noi, ricordate il bellissimo film “Il Milionario”?

Riflettendo ti accorgi che la contaminazione indiana è arrivata in Europa.
Alcuni esempi?
La grande cultura ayurvedica, lo yoga, il buddhismo, le canzoni,il percing al naso di tante ragazze.
1° gennaio, benvenuto 2011, partenza per Agra, per visitare una delle sette meraviglie del mondo,

il bellissimo Taj Mahal, eterno omaggio d’amore.
Il mausoleo è stato costruito da SHAAH/JAHAN, imperatore Moghul per la sua sposa, morta dopo avergli dato 14 figli!
Intanto abbiamo cambiato la giovane guida Krisna di 23 anni, con Manish, appena atterrato in India dopo sei mesi in Italia.
Il viaggio Jaypur-Agra è stato incredibile!!!
Dieci ore per percorrere 250 km!
Causa?
Abbiamo incontrato due blocchi stradali causati da una contestazione fra caste.
In India le caste condizionano pesantemente la cultura del paese.
Esistono quattro caste riconosciute: i bramini,i guerrieri, i commercianti e gli “intoccabili”.
I matrimoni vengono combinati dai genitori appartenenti alla stessa casta e…accettati dai figli.
Hai una figlia femmina?
In India sono “…azzi amari”!
L’opportunità di aver passato otto giorni in full immersion con quattro guide di tre diverse caste
ci ha dato la possibilità di comprendere perché i maschi si sposano presto, intorno ai 25 anni,
altrimenti devono contribuire pesantemente al matrimonio delle sorelle!
Dicevamo delle dieci ore di viaggio…abbiamo deviato dall’autostrada.
E che autostrada!
Il casello?
Un tizio in posizione yoga che solleva la barra e la tira giù con una catena.
L’altro casellante che cerca di fregarti qualche rupia nel pagamento del pedaggio.
Incredibile India.
Visitato anche il bellissimo Palazzo di Somode.

Attraversiamo diversi villaggi, non toccati dalla civiltà, ma con gli abitanti ben forniti di telefoni
cellulari. Fare pipì e defecare per strada, in compagnia delle mucche sacre, è la norma.
La strada?
Camel adventure!
Diverse volte abbiamo pensato…e se si buca una gomma, rompe un ammortizzatore, si surriscalda il motore?
Dopo 6 ore ci siamo fermati per una pausa, ritornando sull’autostrada.
Il ristorante?
Ma quale ristorante!
L’India non è un posto per palati delicati.

Pulizia, sapori, odori… basta “adattarsi” e gradire il curry.
Si pranza con “mithali”: un vassoio di metallo con varie ciotole colme di verdure speziate e yogurt.
Ci sono anche riso e chapati, pani non lievitati. E’ ottimo!
Dei poliziotti comodamente seduti ci indicano di deviare per altri villaggi.

Incontriamo un autobus bloccato tra fango ed altre auto in senso opposto.
Gli abitanti dei villaggi, incuriositi dall’insolito spettacolo, sono diventati allegri spettatori.
Arriviamo ad Agra alle 19,00, dopo 10 ore !
I glutei? Il sedere? Il …o!

2 gennaio visita al Taj Mahal, che spettacolo!
La visita è un rito importante per tutte le coppie di sposi indiane, chissà se ricordano il grande scrittore Rabindranath Tagore che ripeteva:

“una lacrima solitaria calerà sempre sul giogo del tempo, sotto forma di questo bianco e
brillante Taj Mahal”

Dopo una visita al famoso Forte di Agra,
 

tornando verso New Delhi, ci fermiamo a Sikandra per visitare la tomba del mitico imperatore Moghul Akbar. Akbar diceva che “i popoli non si dominano con la spada, ma conquistando i loro cuori”.

Quello dei Moghul è un popolo venuto dalla Persia e che ha dominato dal 1526 al 1707.
Ritorno a Delhi dopo sei ore. Abbiamo percorso oltre 1.000 km con una media di circa 40 km all’ora!
Il 3 gennaio aereo per la mitica
Varanasi, la città di SHIVA.
E’ uno dei luoghi più sacri dell’India.

Nel pomeriggio siamo nel ventre di questa pullulante città di appena tre milioni di abitanti.

Per la biancheria si comprano casse di alluminio.

Perché?
Altrimenti la mangiano i topi!!!

Alle 18,00 siamo seduti ai famosi gradoni di un “ghat”, per assistere alle preghiere e cerimonie notturne sulle rive del sacro Gange, dove i fedeli possono fare le loro abluzioni.

 
Canzoni, musiche, campane e tanto fumo d’incenso.


4 gennaio, sveglia all’alba alle 5,30, temperatura 4°C, navigazione sul Gange (che freddo!!!)

Alle prime luci del giorno Varanasi si risveglia e centinaia di persone si incamminano verso i “ghat” per eseguire la “puja” (adorazione) al sole nascente.

Incredibile vedere diverse persone bagnarsi con l’acqua freddissima, i più spericolati tuffarsi!


A Varanasi tutti i fedeli indù, desiderano che le loro spoglie vengano cremate sulla riva del Gange.

Vedere le pire utilizzate per ben 30.000 cremazioni in un anno, fa un certo effetto.

Chi è il più ricco di Varanasi?
Il proprietario dei crematori!

Volete incontrare un santo?

Venite a Varanasi!

Come concludere questo incredibile viaggio? A Sarnath, dove il Buddha pronunciò il suo primo famoso sermone.


Rinunciando ad essere il principe Siddharta e diventando il fautore di una delle religioni più famose


del pianeta con una grande carica di amore, tolleranza e non violenza.

Aereo per Delhi, aereo per Istanbul, aereo per Roma e… aereo per Bari!

!ncredibile !NDIA.

8 Comments

  • roberto
    Posted 26/01/2011 at 12:37

    Caro Zio Mike, che bella avventura.
    Tra le altre battute mi ha molto colpito quella: Buon freno, buon clacson, buona fortuna.
    In effetti dei buoni freni hanno permesso alla nostra generazione di correre molto più velocemente di quella attuale, che crede che sfrenandosi si vada molto lontano.
    Certo che un buon clacson e un po’ di fortuna ci vogliono comunque.
    Ma la fortuna aiuta i capaci, come spesso ripeto alle mie giocatrici.
    Ciao Roberto

  • andrea
    Posted 27/01/2011 at 12:52

    zio mike questo e crescita vera. complimenti

  • Donatella
    Posted 27/01/2011 at 12:52

    Carissimo Zio Mike,che bella presentazione e che belle foto,grazie! Mi hai fatto rivivere le esperienze che anche io ho vissuto in India e che mai dimenticherò! E’ un paese meraviglioso che ti colpisce profondamente…la profonda spiritualità,i sorrisi della gente,la semplicità e la purezza mai incontrati. Ma anche la miseria terrificante vissuta con grande dignità dalla gente…Abbiamo molto da imparare da questo paese meraviglioso…mi auguro solo che non si faccia contaminare troppo velocemente dalla occidentalità! Mi piacerebbe tornarci perchè c’è ancora molto da vedere…chissà! un grosso abbraccio D

  • nadia
    Posted 27/01/2011 at 15:39

    Ciao, ho rivissuto alcune esperienze che avevo fatto nel mio peregrinare indiano….alcune situazioni tragicomiche non cambiano mai….avevo scritto al mio rientro una poesia, e le parole che in una strofa avevo utilizzato e che spesso uso per ridescrivere le sensazioni di quel periodo sono quelle di UN TEMPO SCANDITO SOLO DAL LENTO PEREGRINARE DELLE MUCCHE PER STRADA, CON UNA RELIGIOSITA’ FORTE, FORTE E INTENSA COME I COLORI DEI VELI DELLE SPLENDIDE DONNE, FORTE E INTENSA COME GLI OCCHI DEI BIMBI CHE TI SEGUONO, FORTE E INTENSA COME GLI ODORI CHE TI ASSALGONO PER STRADA…..
    UN VIAGGIO CHE RIFAREI 1000 E ALTRE VOLTE!
    Ciao,
    nadia

  • Giacvomo
    Posted 27/01/2011 at 17:12

    Great Zio Mike!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • daniela
    Posted 27/01/2011 at 17:50

    Caro zio Mke, grazie per queste bellissime foto…e come se io fossi stata li con voi….
    il mio commento?
    Faremmo bene a lamentarci meno e ad apprezzare di più quello che abbiamo!!!!
    Siamo un popolo fortunato!!!!
    A presto
    Daniela

  • manish
    Posted 29/01/2011 at 18:31

    bellissimooooooooooo…..e tantissimi ringraziamenti per conoscerti…era un esperienza davvero memorabile lavorare con grande ziomike.siamo stati come la famiglia.volevo farti conoscere la mia famiglia ma nn sono riuscito.quelli tre giorni nn posso dimenticare mai nella mia vita…appena quando sono tornato da italia,ho avuto quest opprtunita con la fortuna..spero di vederci presto…graziemille….a presto
    MANISH

  • PAOLA
    Posted 13/02/2011 at 23:03

    Bello il tuo articolo, l’ho letto con grande interesse, per chi non vi è mai stato, da sicuramente un grande slacio per andare a visitarlo. Non so se ti ricordi di me, il mio amico Rakesh ti ha donato un rubino a Jaipur, io sono la cantante lirica. A presto ciao Paola

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